



Chassagne-Montrachet 1er Cru Les Morgeots Chanterêves 2020
Chassagne-Montrachet 1er Cru AOC
12.5%
1.5L
Intensità
Questa micro-tenuta de négoce diretta da una coppia franco-giapponese (già enologi presso la tenuta Simon Bize) produce vini ispirati a uno stile naturale. Uno Chassagne-Montrachet ampio e fragrante.
Maggiori informazioniPresentazione
Chassagne-Montrachet 1er Cru Les Morgeots Chanterêves 2020
La cuvée
La Maison Chanterêves è un progetto di micro-tenuta de négoce nato dall’idea di due viticoltori: Tomoko Kuriyama e Guillaume Bott. Giapponese di nascita, Tomoko ha studiato in Germania prima di prendere in mano la gestione di un vigneto nella regione del Rheingau. In Francia, Tomoko e il marito Guillaume (enologo presso la tenuta Simon Bize) hanno unito le forze, realizzando a partire dal 2010 dei vini straordinari nelle cantine di una moderna tenuta a Savigny-lès-Beaune. La coppia acquista uve di qualità, limita l’uso di solforosa e pratica vinificazioni con percentuali elevate di grappoli interi. Le cuvée della tenuta, piene di energia, sono prodotte nello spirito dei vini naturali. Il risultato sono perciò dei vini senza artifici che mettono ancora più in risalto il frutto.
Questo Chassagne-Montrachet Les Morgeots nasce da un terreno di argilla e calcare propizio alla produzione tanto di vini rossi che di bianchi. I bianchi sono intensi, ricchi e connotati da una particolare maturità delle uve.
Informazioni sulla tenuta: Chanterêves
Spesso definita la “rivelazione della Borgogna”, Chanterêves è una piccola maison de négoce di alto livello, gestita da Guillaume Bott e Tomoko Kuriyama. Fondata nel 2010 a Savigny-lès-Beaune, questa realtà nasce dall’incontro di due talenti formatisi in rinomate aziende vinicole. Guillaume ha maturato la sua esperienza presso celebri nomi della Borgogna, come Simon Bize ed Etienne Sauzet. Tomoko, di origine giapponese, ha invece percorso un cammino internazionale, in particolare in Germania, nella regione della Rheingau, dove ha appreso i segreti del mestiere da maestri come Peter Jakob Kühn, Georg Breuer, Paul Fürst e Friedrich Altenkirch. Non a caso, nei loro bianchi si può cogliere una raffinata impronta di stile tedesco!
Il loro successo è legato anche all’interesse per la fitoterapia, che consente una coltivazione rispettosa della natura, dando vita a uve di grande qualità, vinificate in denominazioni ancora poco note (come Maranges ad esempio), ma assolutamente degne di attenzione. Le uve provengono da vigne gestite in agricoltura biologica, anche se non tutte le cuvée sono ancora certificate. Dal 2017, inoltre, i proprietari hanno acquisito vecchie vigne di aligoté a Ladoix. Le vinificazioni sono realizzate con grande cura, senza l’uso di additivi chimici e con un impiego molto contenuto di solfiti: l’obiettivo è valorizzare al massimo la qualità intrinseca dell’uva. Tutte queste pratiche danno vita a vini precisi e raffinati, e ciascuno di loro capace di raccontare la propria parcella e il proprio terroir di provenienza.
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