

Château Pape Clément 2025
Pessac-Léognan AOC
13%
2.25L
Intensità
Uno dei vini bianchi più rinomati di Pessac-Léognan, concentrato, ricco e molto aromatico, con un boisé ben integrato.
Maggiori informazioniPape Clément produce anche uno splendido vino bianco (ma in quantità molto minori). Con una prevalenza di sauvignon, questo elegante Pessac rivela al palato una materia eccezionale. Dal 2012, il 15% dell’assemblaggio proviene da vini invecchiati in vasche di cemento ovoidali che gli conferiscono ancora più corpo. Può essere degustato dopo 2-8 anni di invecchiamento.
Des notes de paille, de pêche bien mûre et de citron légèrement cireux, avec au nez des arômes très floraux et parfumés – un profil riche et irrésistible. Une superbe sensation de jutosité, avec une touche d’ananas, de citron et de citron vert, de la vanille crémeuse et de la pêche, plus une pointe d’onctuosité qui apporte de l’ampleur et de la largeur. J’adore l’intensité et la délicatesse : un vin qu’on a vraiment envie de boire, plein de fruit mais cristallin, tendu, minéral, salin et salivant, avec une pureté de fruit et une longueur impressionnante. Une agréable amertume d’ananas, avec des notes d’allumette frottée et une salinité de coquille d’huître. Superbe précision et grande netteté – rien ne dépasse. Un verre dont j’ai eu envie de reprendre immédiatement. pH 3,14. Rendement : 18 hl/ha. Élevage : 65 % en barriques (1/3 neuves), 16 % en foudres et 21 % en grès, béton et acier inoxydable. Decanter
56% Sauvignon Blanc, 30% Sémillon et 14% Sauvignon Gris
Informazioni sulla tenuta: Château Pape Clément
★ Tenuta partnerLa storia di Pape-Clément risale al XIII secolo, quando Bertrand de Goth, allora arcivescovo di Bordeaux, ricevette in dono queste terre. Eletto Papa nel 1306, prese il nome di Clemente V e ribattezzò la sua proprietà “Pape Clément”, prima di lasciarla in eredità al clero bordolese, che ne preserverà la produzione per il proprio consumo. Dopo la Rivoluzione francese, la tenuta conobbe un lungo elenco di proprietari, che sembrò portarla lentamente al declino, a cui si aggiunse uno sfortunato episodio di grandine nel 1937, che rischiò di mettere definitivamente fine alla sua leggenda. Per fortuna le terre furono acquistate nel 1939 dall'ingegnere agrario Paul Montagne, che diede vita alla rinascita della tenuta, reimpiantando le vigne e rinnovando le cantine, prima di lasciarla al figlio Léo. Dal 1953, le annate di successo hanno cominciato a rifiorite, ma ancora una volta, dal 1975, la mancanza d’investimenti ha compromesso la qualità per una decina d’anni. È stata l’entrata in azienda in comproprietà di Bernard Magrez, figura importante di Bordeaux, che nel 1985 ha segnato il definitivo ritorno a una produzione di alto livello, una crescita ormai consolidata dal talento del famoso consulente enologo Michel Rolland. Quest'ultimo utilizza le vinificazioni parcellari, garanzia di complessità e raffinatezza del vino: le uve delle diverse parcelle sono vinificate in tini separati per consentire loro di esprimere appieno la propria specificità prima di procedere all'assemblaggio.
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