



Barolo DOCG Giulia Negri Serradenari 2020
14%
0.75L
Intensità
Le vigne di nebbiolo provenienti dal terroir più alto di Barolo danno origine a questa cuvée elegante e raffinata, che consigliamo di conservare in cantina per qualche anno.
Maggiori informazioniLe uve di nebbiolo di questo vino provengono dai terroir argillosi e calcarei della parcella La Morra di Serradenari, il punto più alto di Barolo situato a 500 metri di altitudine.
Le uve vengono raccolte a mano e lasciate macerare per circa 40 giorni, in modo da conferire al vino maggiore colore, struttura, aromi, sapori e, per alcune cuvée, longevità. Le fermentazioni spontanee sono innescate da lieviti indigeni in tini di legno, mentre il vino invecchia per 30 mesi in grandi botti di legno da 25 ettolitri.
Nel calice gli intenditori scopriranno aromi complessi di frutti rossi, note di eucalipto e alloro e leggeri sentori boisé. Al palato questo vino vellutato mostra un bel volume, con frutti rossi e neri retti da tannini fusi, mentre il finale è lungo e leggermente mentolato. Consigliamo di conservare la cuvée in cantina per qualche anno, per permetterle di esprimersi al meglio, e di abbinarla a piatti di carattere.
Informazioni sulla tenuta: Giulia Negri
Giulia Negri, soprannominata la "Barolo girl", è nata in una famiglia che produce vino a Barolo da 150 anni. Suo padre, Giovanni, era un parlamentare e scrittore che si prendeva cura del suo vigneto e delle querce da tartufo dei boschi di Serradenari. Giulia ha ereditato con orgoglio il vigneto, una tenuta di sei ettari il cui nome significa "collina d'argento". Dopo aver trascorso un periodo in Borgogna, Giulia è tornata nella sua terra natale con l'obiettivo di produrre vini raffinati, delicati, fruttati ed eleganti. Oltre a coltivare chardonnay e pinot noir, vitigni che le permettono di mettere in pratica la sua esperienza, la giovane donna lavora anche con vitigni autoctoni come nebbiolo e barbera (quando l'annata lo consente).
La cura dedicata alle vigne – piantate su rilievi collinari e un po' più a valle – è meticolosa; dal 2019 la tenuta è gestita in regime di agricoltura biologica certificata dall'ente italiano Valoritalia. Mentre i suoi predecessori vinificavano in barrique di Borgogna da 228 litri, Giulia ha scelto di utilizzare delle botti di rovere di Slavonia da 25 ettolitri. Anche se nel percorso di Giulia Negri la Borgogna ha ispirato l’approccio al Barolo, quest’ultimo ha rapidamente preso il volo, regalando dei vini unici. La gamma è splendida; i vini si possono bere anche giovani, ma possono essere conservati pazientemente in cantina per una degustazione in grado di donare un maggior piacere.
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