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Vini in vendita: Terrasse d'Elise

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Terrasse d'Elise - 4

Terrasse d'Elise

Figura emblematica del vigneto del Languedoc, la tenuta La Terrasse d’Elise produce dei vini molto ambiti, soprattutto in virtù della loro produzione riservata. Slegato dal sistema delle AOC, Xavier Braujou realizza dei monovitigni di un’estrema finezza, grazie alla sua ricerca della giusta maturità e ad una vinificazione non interventista.

Xavier Braujou dirige la tenuta familiare La Terrasse d’Elise dal 1998, quando era ancora un taglialegna, mestiere che svolse fino al 2008. Alla costante ricerca di qualità, Xavier ha scelto di ridurre drasticamente le rese (nell’ordine di 20 hl/ettaro) e di coltivare vecchi vitigni nei suoi 20 ettari di vigne. Per alcune cuvée in particolare predilige la coltura del monovitigno, restituendo nobiltà al cinsault, al carignan e al mourvèdre, troppo spesso considerati come meri vitigni da assemblaggio. Pur senza certificazione, il vigneto è coltivato secondo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica, e viene rivolta un’attenzione particolare alla vigna, alla vinificazione e alle operazioni in cantina, al fine di ottenere dei vini dalla qualità eccelsa. In cantina gli interventi sono ridotti al minimo, non vengono effettuate follature e rimontaggi, contribuendo così all’equilibrio dei vini prodotti.
In pochi anni, la tenuta è passata da uno status semisconosciuto a vero e proprio fiore all’occhiello del Languedoc, diventando una delle più apprezzate dagli appassionati. Bettane+Desseauve la considerano «uno di quei produttori estremamente apprezzati e di cui ci si scambia il nome di nascosto». Tutte le cuvée sono assolutamente da provare almeno una volta nella vita, e il nostro team potrebbe andare avanti per ore a parlare di questi vini!
Leggere l’articolo sul nostro blog dedicato alla tenuta La Terrasse d’Elise

Xavier Braujou dirige la tenuta familiare La Terrasse d’Elise dal 1998, quando era ancora un taglialegna, mestiere che svolse fino al 2008. Alla costante ricerca di qualità, Xavier ha scelto di ridurre drasticamente le rese (nell’ordine di 20 hl/ettaro) e di coltivare vecchi vitigni nei suoi 20 ettari di vigne. Per alcune cuvée in particolare predilige la coltura del monovitigno, restituendo nobiltà al cinsault, al carignan e al mourvèdre, troppo spesso considerati come meri vitigni da assemblaggio. Pur senza certificazione, il vigneto è coltivato secondo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica, e viene rivolta un’attenzione particolare alla vigna, alla vinificazione e alle operazioni in cantina, al fine di ottenere dei vini dalla qualità eccelsa. In cantina gli interventi sono ridotti al minimo, non vengono effettuate follature e rimontaggi, contribuendo così all’equilibrio dei vini prodotti.
In pochi anni, la tenuta è passata da uno status semisconosciuto a vero e proprio fiore all’occhiello del Languedoc, diventando una delle più apprezzate dagli appassionati. Bettane+Desseauve la considerano «uno di quei produttori estremamente apprezzati e di cui ci si scambia il nome di nascosto». Tutte le cuvée sono assolutamente da provare almeno una volta nella vita, e il nostro team potrebbe andare avanti per ore a parlare di questi vini!
Leggere l’articolo sul nostro blog dedicato alla tenuta La Terrasse d’Elise

2023
48
23,40 per 6 | - 10%
2021
26
2024
30
2024
15
2023
23
2023
30(Prezzo di riserva)
2023
15(Prezzo attuale)
2020
32(Prezzo di riserva)
2022
25
29,70 per 6 | - 10%
2020
33
2022
42
2023
25
2021
70
2022
30
2018
40
2017
25(Prezzo attuale)
2022
24
2020
45
2019
45
2023
50
2023
25
2024
22
2017
74
2021
28
2023
32
2021
27(Prezzo di riserva)
2022
145
2022
70
2022
34
2023
27
2022
18(Prezzo di riserva)
Tutti gli indici per: Terrasse d'Elise

Video della tenuta Terrasse d'Elise

L’OPINIONE DELLA CRITICA…

BETTANE & DESSEAUVE

Purtroppo la produzione è limitata, ma si tratta di uno quei produttori estremamente apprezzati e di cui ci si scambia il nome di nascosto. [...] Vecchie vigne, rese minime e un lavoro meticoloso, danno vita a delle cuvée monovitigno che si collocano ai vertici della produzione del Languedoc.

LA REVUE DU VIN DE FRANCE

Xavier Braujou ci fornisce ogni anno la dimostrazione che è possibile realizzare dei grandi vini monovitigno anche nel Languedoc. Una produzione riservata, ma assolutamente indispensabile, acclamata tanto dagli appassionati più attenti quanto dai migliori sommelier ed esperti.