
Le valutazioni di Robert Parker Wine Advocate
Robert Parker è universalmente riconosciuto come uno dei critici più celebri al mondo. È stato il primo ad aver introdotto il sistema di valutazione da 100 punti, rivoluzionando le precedenti scale da 20 punti o basate sulle stelle.
Avvocato di professione, nel 1984 decide di abbandonare la carriera legale per dedicarsi completamente alla sua vera passione: il vino. Con l’aiuto di un gruppo di esperti, inizia a pubblicare numerose guide di degustazione destinate agli appassionati, fino a fondare The Wine Advocate nel 1979. Questa rivista cartacea bimestrale, indipendente e priva di pubblicità nasce con l’obiettivo di diffondere le sue recensioni. Oggi The Wine Advocate esiste ancora in versione digitale ed è proprietà della Guida Michelin dal 2019, anno in cui Robert Parker è andato in pensione.
Il critico ha saputo distinguersi non solo per la sua profonda conoscenza del vino, ma anche per la sua imparzialità. Tutti le cuvée da lui degustate sono state classificate in base a diversi fattori (stile, denominazione, annata) garantendo condizioni di assaggio impeccabili: bottiglie nuove servite a temperature ottimali, sempre in calici puliti. Il team recensisce centinaia di vini all’anno, ma Parker si è distinto per le sue valutazioni dei grandi rossi da invecchiamento della California, di Bordeaux, dell’Italia e della Borgogna.
Il critico è unanimemente riconosciuto da ogni attore del mondo del vino: dagli appassionati ai commercianti, dalle enoteche ai rivenditori e persino dalle stesse tenute e châteaux. Le sue recensioni hanno contribuito alla notorietà internazionale di molte tenute, alcune hanno addirittura adattato le proprie tecniche di vinificazione e invecchiamento per conquistare il palato del critico, amante dei vini tannici e strutturati con note boisé. Questo fenomeno, passato alla storia come “parkerizzazione” o “effetto parker”, ha profondamente trasformato il panorama viticolo bordolese.
Nel suo sistema, i vini vengono valutati con un punteggio compreso tra 50 e 100 punti, ma solo i vini sopra gli 80 sono considerati degni di nota, mentre quelli che superano i 90 punti sono dotati di un grande potenziale di invecchiamento.















































































