Bordeaux | Annata 2023
Dopo un 2022 estremamente precoce, il 2023 avrebbe dovuto segnare il ritorno - tanto atteso - alla normalità. Pur senza gli estremi dell’anno precedente, l’annata si è comunque distinta per precocità e per condizioni climatiche complesse. I primi mesi hanno registrato precipitazioni relativamente abbondanti e temperature in linea con la media degli ultimi trent’anni, che hanno ritardato l’inizio del ciclo vegetativo e ridotto i rischi di gelate. Poche settimane più tardi, però, la situazione è cambiata radicalmente con l’instaurarsi di condizioni quasi tropicali su tutta la regione. Le precipitazioni di giugno sono state quasi del 50% superiori alla norma, mentre le temperature medie sono aumentate di circa 3 °C. Questo shock climatico ha favorito una rapida diffusione della peronospora in gran parte del vigneto, colpendo in particolare i Merlot e costringendo i viticoltori a interventi tempestivi per preservare la raccolta.
Luglio è stato caratterizzato da temperature elevate, assenza di piogge e giornate poco soleggiate, determinando un lungo periodo di invaiatura e il rischio di maturazioni non ottimali. Agosto, invece, ha portato con sé condizioni più favorevoli: da metà mese, il caldo intenso e la scarsità di precipitazioni hanno consentito una maturazione finale ottimale, soprattutto per i Cabernet Sauvignon, meno penalizzati dei Merlot in questa annata atipica.
Le vendemmie dei bianchi sono iniziate il 12 agosto con i primi Sauvignon del Sauternais, seguiti dai Sémillon il 14 agosto. Le condizioni fresche delle settimane precedenti e la buona esposizione al sole hanno permesso di preservare ricchezza aromatica e livelli di acidità ottimali, producendo vini corposi e complessi, con grande potenziale di invecchiamento.
Per i rossi, i primi Merlot sono stati raccolti all’inizio di settembre, mentre la maggior parte dei Cabernet Sauvignon è stata vendemmiata dopo il 20 settembre, in seguito a piogge significative. Queste condizioni hanno consentito una maturazione ottimale ed equilibrata del frutto. Con potenziali alcolici leggermente inferiori rispetto alle annate recenti e livelli di acidità ben bilanciati, i vini rossi dell’annata 2023 si presentano con una bella struttura e colori intensi, pur rivelando una certa eterogeneità legata alle condizioni del vigneto. I suoli ghiaiosi hanno prodotto vini particolarmente solidi, mentre nei terreni argillosi ritroviamo un profilo più ampio; i terroir argilloso-calcarei spiccano, infine, per la loro gradevole energia minerale. Complessivamente meno potente rispetto ad alcuni vini del 2020 o 2022, l’annata 2023 si distingue per precisione aromatica ed equilibrio.
Dopo le difficoltà riscontrate nel 2022, la produzione di vini dolci è stata favorevole nel 2023 grazie alla presenza della muffa grigia (botrytis cinerea), sostenuta dalle abbondanti piogge a partire dall’11 settembre. Il periodo successivo caldo e secco, tra metà settembre e metà ottobre, ha favorito la concentrazione del frutto, pur preservando un certo equilibrio e un buon livello di acidità grazie alle vendemmie relativamente precoci che hanno conferito tensione ed equilibrio. I vini dell’annata 2023, dal profilo aromatico ampio e complesso, promettono di regalare grandi emozioni, soprattutto dopo un periodo di riposo in cantina.















































































